Nino Iacovella – La parte arida della pianura – Pietre Vive Editore, 2026
La parte arida della pianura è un destino, quella che ti tocca in sorte, quella più dura da dissodare; o una sconfitta, una regione povera dell’esistenza in cui vieni sospinto prepotentemente da chi detiene il potere. In entrambi i casi è un luogo dello spirito e insieme un agone politico, il terreno che forse non ti sei scelto ma su cui in un modo o nell’altro ti tocca combattere.
Credo che sia questo il tema di fondo dell’ultima raccolta di Nino Iacovella, un libro in cui si narra molto e si riflette, si fa storia anche di sé nel riconoscersi in vicende che certo, da quel poco che lo conosco, hanno contribuito al suo pensiero. Se ancora avesse un senso in questa realtà complessa potremmo dire che si tratta di una poesia civile, militante, identitaria. Certo, c’è anche questo, con le problematiche espressive e retoriche che talvolta si porta dietro, che sono essenzialmente quelle che riguardano per così dire la “liricizzazione”, la resa poetica del dramma, non sempre agevole perché deve contrastare la “narratività” secca degli eventi. Ma Nino mi pare abbia ben presenti questi aspetti e infatti non solo inserisce egregiamente elementi lirici o perfino elegiaci, ma lo fa partendo sempre dalla centralità dell’umano, anche quando esso è un “io” nascosto, un “tu” relativo, un nome noto, o un anonimo abitante di questo Occidente perso nello spazio monodimensionale “tra divano e televisore”. Tutti hanno una dignità, anzi una esemplarità ineludibile, un loro modo di essere vittime, di onorare la propria sconfitta. Che, ancorché sia personale e definitiva, tuttavia preserva un margine di lotta, un legato di speranza. Continua a leggere

Poet’s cuisine: 02 – Umberto Saba, Ulisse
È uscito in questo mese il volume SCRITTURE COMPLESSE (
JOHN GIORNO, The performative word (Mambo, Bologna)
Il poeta Giuseppe Ferrara, nato a Napoli e cresciuto a Potenza, vive da molti anni a Ferrara, dove ha svolto attività scientifica come fisico in un centro di ricerca privato. Il suo ingresso nella poesia è relativamente tardivo ma decisamente consapevole: esordisce nel 2011 con L’orizzonte degli eventi e pubblica poi diverse raccolte, tra cui segnicontroversi (2013), Appunti di viaggio di un funambolo muto (2016), Il peso e la grazia (2018), Raccolta differenziata (2021) e Vertebre sacrali (2023). La sua scrittura si colloca in un punto di incontro singolare tra sensibilità lirica, osservazione del quotidiano e immaginario scientifico, dove il lessico della fisica e quello dell’esperienza comune finiscono per intersecarsi e illuminarsi reciprocamente.
Riccardo Benzina – Midollo –
(Questa nota è parte di un articolo più ampio in attesa di destinazione finale)
Ksenja Laginja – Chiamali ancora per nome – 