(Questa nota è parte di un articolo più ampio in attesa di destinazione finale)
Chi è Sandro Sproccati? Da un punto di vista meramente bibliografico l’evidenza è che egli sia uno studioso di storia e teoria dell’arte, apprezzato autore di diversi saggi sull’argomento e in genere sull’immagine, compresa quella cinematografica, come rappresentazione artistica, oltre che docente. Ma in diverse note biografiche, specie in calce a suoi articoli, si dice (e forse è lui stesso che lo dice) che Sproccati è “inoltre” autore – come un curioso valore aggiunto – di “alcuni libretti” di poesia e prosa poetiche.
I “libretti” in realtà non costituiscono, pur essendo “alcuni”, una produzione sporadica o rapsodica, in qualche modo collaterale rispetto alla visione artistica dell’autore. E non sono nemmeno “libretti”, esattamente come non lo erano (le dimensioni non contano in queste cose) quelli pubblicati da TamTam di Adriano Spatola, tra i quali Sproccati esordì nel 1983 (Enterafasiche e altre di dubbiafasia). Sono diventati nel tempo almeno sei (l’ultimo risale se non erro al 2024), e ora [dia.foria progetta la pubblicazione di un volume antologico dedicato ai testi poetici 1981-2015, dal titolo credo provvisorio di Invenzioni. Ed è ciò che qui ci interessa.
C’è una certa penuria di informazioni reperibili (recensioni, estratti, citazioni) intorno al lavoro poetico di Sproccati, e questo è tutt’altro che inconsueto (nell’ambiente letterario italiano non c’è bisogno di sforzarsi per diventare un autore appartato). Quindi, anche senza essere un fan del new criticism, occorre affidarsi al testo. Continua a leggere